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By rdo il Sab 12 Mar, 2011 13:09 CET

Un altro disastro

Il Giappone, questa nazione organizzata e determinata che si e' fermata soltanto davanti alle bombe atomiche, tenta con grande fatica e profondo dolore di risollevare la testa dopo essere stata colpita duramente dalle forze della natura.
Mentre tutto questo accade, in Italia c'e' chi prova sollievo per il fatto che nostri connazionali non risultino tra le vittime o i dispersi. E' certamente una buona notizia per chi ha parenti o amici la'; ma nulla toglie alla gravita' del fatto e alle ingenti perdite, soprattutto a quelle umane.
I giornalisti, facendo nient'altro che il proprio dovere, raccolgono e presentano tutto il possibile sull'evento: da una strada sprofondata di tre metri ad un intero treno inghiottito dalle acque con tutti i passeggeri, ai danni al sistema di raffreddamento di un reattore nucleare; fino allo spostamento dell'asse di rotazione terrestre, gia' calcolato dagli esperti in una decina di centimetri.

Se qualcosa di altrettanto grave avesse colpito, da parte a parte come e' successo a loro, la nostra nazione, che cosa avrebbero riferito loro su di noi?

Si sarebbe certamente parlato di aiuti internazionali, richiesti e prontamente ottenuti nonostante i danni certi anche ad altre nazioni, dovuti alla vicinanza. Si sarebbe detto che la nostra economia, gia' duramente provata dalla crisi e da altre locali catastrofi, sarebbe finita completamente in ginocchio. Si sarebbe, probabilmente, detto che le tanto vantate quanto rare costruzioni antisismiche avrebbero resistito solo in parte e che inchieste della Magistratura gia' starebbero tentando di farsi strada nel caos, per accertare responsabilita' penali. Quel che mi preoccupa di piu' e' che, se avessimo avuto reattori nucleari gia' in funzione, si sarebbe anche detto che qualcuno non avrebbe fatto il proprio dovere, che alcune firme sarebbero state comprate, che i danni sarebbero stati ben maggiori di quanto effettivamente accaduto in Giappone. Si sarebbe anche detto tutto cio' che ne consegue, in termini di vittime e di danni. Solo alla fine, probabilmente, si sarebbe reso pubblico quanti giapponesi sarebbero rimasti coinvolti nella catastrofe, nonostante un tempestivo intervento delle ambasciate a supporto delle famiglie e di chi si fosse trovato nella nostra nazione.

Dopo aver pensato a tutto questo, oggi mi sento piu' giapponese che italiano; ancora una volta. Sayonara.


Aggiornamento: in sei giorni, loro hanno rimesso in sesto ottocento chilometri di autostrada devastata dal sisma. A noi non basterebbero sei anni.


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