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By rdo il Gio 06 Jan, 2011 12:43 CET

"Reverse engineering" di una colonna sonora

Cosa rende speciali le musiche di "Tron legacy" del duo francese Daft Punk? Probabilmente, a renderle cosi' ricche e ben riuscite e' la contaminazione con stili di altri artisti. Qui si tenta di citare i piu' famosi e indicarne, sia pure in maniera approssimata, il contributo.

Daft Punk 45% Sono i maghi della discoteca: da qualche anno a questa parte, tutto cio' che scrivono e' un successo. Il tema del club "End of line" e quello dei titoli di coda sono convenzionali quanto riusciti. L'uso di strumenti elettronici anche nelle parti orchestrali era inevitabile, anzi necessario. Sono in ogni caso loro a condurre il gioco.
Hans Zimmer 30% Ha rilanciato lo stile epico a Hollywood, dal "Gladiatore" in poi, fino a dargli la forma che si riconosce ne "Il cavaliere oscuro" e in "Angeli e demoni". Egli tuttavia cammina, ricordiamolo, in un sentiero che fu tracciato per la prima volta da Basil Poledouris(r.i.p.).
Philip Glass 10% Suoi sono i "mantra" matematici per orchestra che hanno influenzato il barocco statunitense come null'altro. Con tali premesse, e' del tutto naturale l'abbraccio di questo stile con la musica da discoteca, che di "mantra", di "leitmotiv" ripetitivi, letteralmente vive.
Gian Piero Reverberi 10% Il "Notturno" e l'"Adagio per Tron", senza nemmeno essere suoi, portano in ogni caso la sua firma. Come si riconosce lo stile dell'Italdesign di Giugiaro anche in alcune automobili (giapponesi per lo piu') sulle quali non ha lavorato, cosi' anche lo stile di "Rondo' Veneziano" e' inconfondibile.
Art of Noise 5% Rappresentativi di almeno una intera corrente musicale, inclusa quella della "demoscene" informatica indipendente cui nemmeno appartengono, meritano di essere citati per la sequenza della (s)vestizione del nostro eroe e per l'utilizzo di certi particolari timbri di basso in altri brani.

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