XXI secolo

Le assurdita' piu' interessanti di questo importante periodo storico - un posto come un altro per pontificare o divagare indisturbato
pagina creata da admin il Ven 19 Maggio, 2006 08:11 CET
Last post Dom 23 Oct, 2011 11:59 CET
(251 Messaggi | 15565 Visite | Attività=2.00)
Cerca:
By rdo il Dom 26 Jul, 2009 15:46 CET

Diritti umani per le aziende?

Intel cala il jolly tra le carte di tribunale, sostenendo che una risoluzione dell'Antitrust violerebbe i suoi diritti umani.
http://arstechnica.com/tech-policy/news/2009/07/intel-tells-eu-court-antitrust-fine-violated-its-human-rights.ars
Sono tempi strani e la realta' mima, entro certi limiti, la fantascienza. Mentre attivisti convinti si battono per i diritti di specie "inferiori" alla nostra (gli animali, insomma), questo laboratorio comportamentale che e' la fantascienza spinge sempre piu' in la' i confini di cio' che e' degno di diritti e di cio' che non lo e'.

In un episodio della serie classica di Star Trek, il teste chiave che per poco non fa condannare James Kirk della morte, per negligenza, di un ufficiale suo sottoposto e' il computer dell'Enterprise. Nella memoria della grande macchina e' contenuta una registrazione di quanto avvenuto in plancia al momento del fattaccio, una copia della quale viene visionata in tribunale, apparentemente inchiodando il capitano ad una colpa non sua. Spock scoprira' che il computer e' stato modificato e la registrazione alterata, forse addirittura deliberatamente. Un avvocato fanatico che adora i libri convince la corte a trasferirsi sull'astronave, mettendo finalmente l'accusato a confronto con il proprio accusatore e stabilendo, infine, la verita'. L'argomento principale usato e' quello dei diritti: accettando come infallibile, anzi inappellabile, la macchina si nega un diritto all'uomo o si eleva la macchina al suo livello. Di certo, si nega un diritto all'uomo negandogli una piu' accurata verifica delle prove.

Nella "Next Generation" di Star Trek, se possibile ancora piu' radicale della serie classica per quanto concerne alcuni concetti, si arriva a:
  • mettere l'umanita' di fronte alla possibilita' reale di un genocidio, nel momento in cui su un pianeta destinato alla colonizzazione non ci si rende conto dell'esistenza di una forma di vita di natura minerale, sterminata dalle modifiche eseguite dall'uomo sull'ambiente alieno
  • dare a un androide (Data) lo "status" di essere senziente, secondo un principio prudenziale per il quale si decide di non trattarlo come una proprieta' ma come una persona e lasciargli scoprire da se' le proprie potenzialita'
  • riconoscere l'intelligenza in piccole macchine da lavoro multiuso (exocomp) capaci di risolvere problemi, lavorare in gruppo e perfino sacrificarsi per il bene comune.

In "Voyager", uno dei membri dell'equipaggio e'... un equipaggiamento dell'astronave, un software medico semisperimentale consistente in un ologramma di forma umana. Ritrovatosi l'unico dottore di bordo a seguito di un disastro, per tutta la serie non avra' un nome, sebbene in una linea temporale alternativa risulta avesse optato per Van Gogh. Dotato di un programma diagnostico gemello, che va perduto quando la sua matrice viene utilizzata per prolungare il funzionamento del dottore in quanto tale, in almeno una occasione si ritrovera' addirittura a fungere da capitano, da solo sulla nave deserta.

Nonostante le mie vedute progressiste per quanto concerne i diritti, vedendo la mossa di Intel non riesco a pensare al documentario "The Corporation", nel quale si tenta una psicanalisi delle imprese, ottenendone una diagnosi da psicopatico.

By rdo il Gio 09 Jul, 2009 21:15 CET

Sorprese in musica

Due interessanti creazioni impazzano per l'etere, a dimostrare che forse non si e' detto tutto quel che c'era da dire.

Una e' la canzone Gossip del gruppo di Heavy Cross, una cantante grassa e forse non affascinante, ma con una voce da vera regina della musica. La canzone risuona di reminiscenze anni Ottanta, con un'impronta aggressiva che gira sempre molto bene.

L'altra, autentica sorpresa, si intitola Punto ed e' una collaborazione tra Lorenzo Cherubini, nato come DJ casinista e oggi cantautore impegnato, e Sergio Mendes, autentico pezzo grosso della musica latina. Il testo del Jovanotti, seppur riconoscibile come suo (gia', non sono un estimatore; quasi quasi lo preferivo nei panni del casinaro), racconta molto bene quel che ha da dire. La musica di Mendes e' -ovviamente- insuperabile, un'ottima bossa.

Il periodo, per la musica, non e' di quelli piu' felici: e' morto, se ancora qualcuno non lo sapesse, Michael Jackson, cioe' l'artista eccentrico per eccellenza. Credo di aver pensato qualche anno fa, a quel che sarebbe successo. Pensavo, allora, all'altro re, quello del rock'n'roll: Elvis Presley, e a quel che accadde dopo la sua scomparsa. Finora ho gia' visto, tanto per raccontarne qualcuna:
-un suo finto(?) scheletro in una teca di vetro, assieme ad altri cimeli, a mo' di tempio, nel magazzino abbandonato divenuto quartier generale di uno spacciatore di droga (nel film Robocop II)
-un riferimento esplicito (nel film Independence Day), con la battuta, riferita agli alieni in arrivo: "speriamo che ci riportino Elvis Presley"
-una sua "comparsata" in un romanzo di Douglas Adams, Praticamente innocuo: Elvis si guadagna da vivere cantando in una tavola calda su un pianetino un po' fuori mano.
Il funerale c'e' stato, ed e' stato, naturalmente, un grosso show. A proposito, non riesco a non pensare a quanti dei presenti all'evento, quando era in vita, devono avergli voltato le spalle, magari con ragione.
L'impennata nella vendita di dischi c'e' stata. Nulla di strano, non si diventa artista di successo per caso: era bravo e basta, alcune canzoni mi piacciono ancora oggi.
Adesso, naturalmente, verra' tutto il resto, come sopra. Anzi, anticipando l'effetto-Elvis, che in teoria ci si aspetterebbe cominciare dopo la morte, si puo' dire che "il resto" fosse gia' cominciato da tempo. Me ne sono accorto alla fine del film "Men in Black", uscito in tempi non sospetti, in cui l'agente J si consulta con la sua collega per organizzare la presenza di un ambasciatore alieno agli Oscar della musica.

"Dobbiamo parlarne con Michael Jackson: e' di quel pianeta."
"Non e' un gran che, come travestimento."


By rdo il Dom 07 Jun, 2009 19:20 CET

A.C.A.B.

E' uno di quei libri che, guardando la copertina, quasi sembrerebbe inutile, scontato, politico e per questo gia' pronto ad essere consumato soltanto da soggetti ben identificabili politicamente. La sigla e' quella, ACAB; il sottotitolo "All cops are bastards", la dice lunga. Leggendolo, si scopre che la sigla nasce da una vecchia canzone punk. Si scopre, in particolare, una quantita' assurda di feriti, di botte date e prese, di persone pronte a recarsi in un luogo soltanto per menare le mani -e magari non soltanto quelle- motivate dal puro e semplice odio. Si scopre la vita dei celerini, gli agenti del servizio d'ordine pubblico, chiamati a presidiare gli stadi del calcio delle grandi citta'. Si scopre un universo di sigle di organizzazioni improvvisate ma molto pericolose: Teste Matte, NISS (Niente Incontri Solo Scontri), BISL (Basta Incontri Solo Lame). Si scopre una ideologia che si nutre di concetti fascisti e che spinge alla semplice violenza contro gli agenti di pubblica sicurezza, categoria troppo svalutata e troppo poco conosciuta. Si scoprono tante cose che la maggior parte delle persone non vuole proprio conoscere. Chi scrive qui ritiene che sia meglio, comunque, sapere.
By rdo il Mer 27 Maggio, 2009 19:18 CET

Strettamente riservato

Un libro, uno scopo: prendere le difese di una classe politica ormai per gran parte sbaragliata -e chiaramente identificabile nell'autore stesso- e salvare il salvabile.

No: sarebbe troppo comodo etichettare sbrigativamente in questo modo un pezzo della storia della nostra Repubblica, raccontato da chi lo ha vissuto in prima persona e, per giunta, in una posizione che ha offerto il privilegio di saperne piu' di molti altri. Il testo, firmato Geronimo, nasconde l'intelligenza e la passione di un uomo il cui nome, ancora oggi, viene pronunciato da alcuni con un tono di voce sarcastico e una smorfia di disgusto sulla faccia: Cirino Pomicino. Giusta, la presenza dello pseudonimo, che aiuta chi ancora non ne sa abbastanza ad avvicinarsi senza pregiudizi, a leggere con lo spirito di chi ascolta prima di criticare e non dopo. Sbagliata, probabilmente, la situazione che ha reso necessario il nome Geronimo, falso perche' scelto. Giusta, comunque, la presenza di un libro in piu': una visione ravvicinata dell'arte della politica che, per il coinvolgimento di chi racconta, per forza di cose non puo' essere imparziale (ma importa davvero?). Sbagliato, aver preso in mano troppo tardi -cioe' soltanto adesso- quel libro, uscito tra il 2000 e il 2001. Giusto, forse, raccomandarlo caldamente qui: ora che anche la rete Internet e' "centro di potere", chiunque capitasse su queste pagine puo' scegliere se accogliere il favore proposto, quasi sottovoce, dal sottoscritto e avvicinarsi ad un testo che ha il suo posto accanto a tanti importanti documentari contemporanei.


"Hai una macchina per scrivere?"
"Cosa vorresti scrivere?"
"Le mie memorie."
"La tua infanzia passata nel ghetto?"
"La mia maturita', l'ho passata nel ghetto."
"Vuoi raccontare qualche storiella divertente?"
"E qualcuna meno divertente."

--Walter Matthau e Glenda Jackson in "Due sotto il divano"


By rdo il Mar 26 Maggio, 2009 17:51 CET

Ancora da "Top Gear"

Ormai te la ritrovi li', cosi', come allegato a "Quattroruote". Forse le mie impressioni sulle vendite erano esatte.
Unica idea seria in un editoriale spassosissimo proprio perche' surreale, Jeremy Clarkson riferisce di aver testato le proprie capacita' di guida in stato di ebbrezza con un videogioco. Troppo facile, forse: infatti ci ho provato anch'io, alcuni mesi orsono. I risultati nella sezione Multimedia, sottosezione Video.
By rdo il Mar 26 Maggio, 2009 17:23 CET

Cosa mi e' piaciuto del piu' recente film di "Star Trek"

  • Spock e' onesto come sempre, anche al di la' del proprio stesso interesse.
  • Uhura e' anche piu' sexy del suo solito; questione di atteggiamento, non di eta' (non di attrice ma di personaggio, quindi).
  • Ceckov e' sempre spassoso.
  • McCoy pure, quando ci si mette.
  • Gli scenografi sono stati letteralmente grandiosi; gli interni delle astronavi hanno un'impronta "industriale" che ben si confa' alle astronavi stesse ed all'epoca cui appartengono.
  • La struttura della USS Kelvin riprende uno dei tanti schemi, in precedenza "unofficial", pensati per l'era pre-Kirk (si', di progettisti di navi della Flotta Stellare e' piena Internet).
  • Finalmente sappiamo perche' il secondo nome di Kirk e' Tiberius.

By rdo il Mar 26 Maggio, 2009 17:15 CET

Cosa non mi e' piaciuto del piu' recente film di "Star Trek"

  • Questa storia della linea temporale alternativa sta cominciando a rompere le scatole. Un'avventura nell'universo dello specchio sarebbe stata piu' interessante. Oso sperare che non si tratti di un pretesto per tentare un'altra operazione 007-UltimatumAllaTerra, cioe' la recente frenesia di Hollywood di riscrivere (male, in qualche caso) le storie ripartendo da zero. Auspico vivamente un intervento da parte degli ispettori per le indagini temporali.
  • Spock non ha mai avuto il mento cosi' grosso, nemmeno da giovane. biggrin
  • James Tiberius Kirk era famoso per la sua scarsa disciplina; ma nella sua versione giovanile alternativa ci hanno dato dentro un po' troppo. Per inciso, il volo di una Corvette da un dirupo era gia' stato eseguito nel primo "XXX" da Xander Cage (l'attore Vin Diesel). C'era proprio bisogno di un altro panegirico del giovane delinquente, stile John Connor? Forse ce ne sono stati gia' troppi.
  • La musica non ha il benche' minimo spessore. Gran peccato, le aspettative erano alte. Alcuni film (L'ira di Khan, Rotta verso la Terra, Rotta verso l'ignoto) hanno fatto la storia della fantascienza anche grazie alla musica.
  • Non e' vero che i Romulani sono tutti pelati. Nemmeno quelli del futuro.
  • La Enterprise NX-01 (precedente la Kelvin, quindi) e' stata costruita in orbita, come la sua gemella, la Columbia; com'e' che proprio la NCC-1701 dev'essere assemblata a terra?
  • La strumentazione di bordo sembra disegnata da quelli della Microsoft; come, del resto, quella dell'astronave di "Lost in Space". In quell'altro film aveva un senso, qui assolutamente no. Aridatece gli Okudagrams, avevano molto piu' senso. biggrin

By rdo il Dom 24 Maggio, 2009 16:50 CET

Ignoranti, ma perche'?

Pescando nel mucchio di libri ancora non letti ho stanato, di recente, La fabbrica degli ignoranti di Giovanni Floris. Uscito, qualche anno fa, con un titolo che e' un vero e proprio grido d'allarme per le condizioni della scuola italiana, il libro tenta, a tutto tondo, di scoprire e spiegare uno stato delle cose insoddisfacente. Se e' pur vero che, negli anni Ottanta, i prontuari ad uso dei genitori e degli studenti riuscivano a stento a descrivere un panorama complesso, e' anche vero che da allora la situazione non ha fatto che complicarsi. Di riforma in riforma, di problema in problema, leggendo si scopre che almeno una delle proposte dell'autore per migliorare la situazione e' gia' stata accolta. Il voto in condotta, infatti, e' tornato; ma con una variazione spiacevole. Oggi fa, infatti, media con i profitti delle altre materie: cosi', gli studenti si trovano una votazione complessiva piu' alta, gratis. L'autore e' cronista ed e' con questo spirito che si deve accogliere questo libro: non l'ennesima tirata politica (chi e' prevenuto, tanto, lo dira' lo stesso) ma una seria inchiesta giornalistica nella quale trovano spazio anche alcuni contenuti noti a chi frequenta assiduamente la rete Internet.
By rdo il Mar 12 Maggio, 2009 21:40 CET

Pochi inutili nascondigli

Il titolo e' da intellettuali, ma uno come Giorgio Faletti se lo puo' permettere. Giunto, ormai, al quarto(?) libro "serio", sta dimostrando di essere un autore in divenire: uno di quelli che, a differenza dei tanti che non hanno piu' niente da dire dopo l'opera prima, cambiano costantemente le proprie esperienze, il proprio stile, affinano le proprie capacita' e creano, di fatto, un cammino artistico nel quale accompagnano il lettore. I nascondigli di questo libro sono racconti, luoghi della mente volutamente concentrati in uno spazio ristretto nel quale trova posto l'essenziale, una palestra per orologiai che ha il suo equivalente in numerose altre discipline.

Non sono sicuro di dire bene a sufficienza di Giorgio Faletti, ne' credo di poterci riuscire. Viene quasi il dubbio che non apprezzerebbe, vista la disumana cattiveria di certi suoi personaggi (anzi, di uno in particolare) in questo libro. E' una cattiveria che chiunque intuisce essere non soltanto costruita ma vissuta e profondamente sentita, fatta nascere dentro di se' e poi coltivata, fatta crescere come una pianta carnivora, tutto per il risultato. E il risultato, anche stavolta, c'e': e' li', indiscutibile come il sangue di cui si legge. Il leitmotiv c'e', ed e' quello del soprannaturale: un percorso iniziato con "Niente di vero tranne gli occhi" e poi sbocciato in "Fuori da un evidente destino". In tutto il pessimismo, in tutte le brutture terrene, Faletti cala dall'alto la propria mano di autore e, in un impeto di Q-esita' che forse verrebbe spontaneo riconoscere in un Q di Star Trek, muove forze visibili e invisibili, qualche volta dirette a ristabilire un equilibrio che non c'e' e che ci dovrebbe essere, che sarebbe giusto ci fosse.

Da uomo a uomo, posso dire: lo capisco perfettamente. Lo vorremmo tutti. Intanto, e' bello (ma forse non e' l'espressione giusta, forse e' meglio dire che serve) sognare una possibilita' in piu' per averlo. Grazie, di tutto, one more time.
By rdo il Mar 14 Apr, 2009 17:39 CET

L'epitaffio

C'era chi giurava che sarebbe stato il mio: deceduto in un incidente d'auto. Invece no: sono tre, le persone che conoscevo, gia' morte in questa maniera. La prima prendeva il mio stesso autobus, era un simpaticone con tanta voglia di lavorare. La seconda era non solo il mio capo ma un buon amico, di quelli con la testa sulle spalle: ancora manca a tutti quelli che lo hanno conosciuto. La terza, l'ho saputo oggi, se n'e' andata il mese scorso. Non ne conoscevo nemmeno il nome, eppure si chiacchierava tranquilli del piu' e del meno quando ci si incontrava. Lascia, nel grande vuoto dietro di se', la compagna ed una bambina nata da poco. Non e' proprio giusto.
First Page Fast Prev Prev PagePagina: 4/25 Next Page Fast Next Last Page
1 2 3 4 5 6 7 25

Menu