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Internet in pericolo?
Posted by rdo on Sab 21 Maggio, 2011 14:07 CET
Internet e' assediata come non mai. Da una parte i politici di troppe nazioni fanno scrivere, alle proprie commissioni, leggi pensate unicamente per tutelare interessi e poteri economici gia' troppo forti. Dall'altra, non e' che il cittadino-elettore si comporti tanto meglio. Alzi la mano chiunque non abbia ancora ricevuto in e-mail (o, peggio, trasmesso) il passaparola di propaganda dell'amico, del collega, del vicino di casa, dell'appassionato di qualche sottocultura artistica o tecnica che poco o nulla ha a che fare con la politica.

Nel ricercare perche' e quanto cio' finisca, alla lunga, per essere deleterio, bisogna analizzare la natura stessa della politica. A dispetto dell'importanza della materia e delle sue ripercussioni sulla vita di ciascuno, la politica (da noi che siamo in democrazia; altrove e' diverso) si basa su basi, per quanto sacrosante, assai frivole: le opinioni.
L'esercizio del potere politico da parte del cittadino e', di fatto, una grossa scommessa sulla possibilita' di un candidato o (piu' facilmente, da noi) di una organizzazione di combinare qualcosa di "buono". Gli obiettivi, se sommiamo quelli nella testa di ciascuno di noi, si perdono per forza di cose nel concetto stesso di bonta', cioe' in una nebbia indefinita con pochi punti abbastanza fermi. Per tutto cio', c'e' stato, c'e' e -purtroppo- forse ci sara' ancora qualcuno capace di fare del male e di uccidere.

Questo succede anche altrove? Proprio perche' siamo in Italia, cominciamo con il calcio. Teste rotte, accoltellamenti, spranghe di ferro e il resto del campionario della violenza gratuita ha trovato una palestra perfetta negli stadi italiani, presidiati da forze dell'ordine addestrate e attrezzate non tanto per prevenire lo scontro fisico (a quello dovrebbero provvedere scuole e famiglie) quanto per resistere ad esso e limitare i danni quanto possibile senza lasciarci personalmente la pelle. Alcuni anni fa si e' presentata, per alcuni in forma di uno spettro orrendo, la possibilita' che non si giocasse il campionato di calcio di serie A. Nonostante simpatie anche calcistiche, a quei tempi "tifavo" per il fermo, possibilmente per piu' di un anno di fila. Un po', lo facevo per limitare i danni e un po' nella speranza che ci si occupasse di questioni piu' serie. I soliti sempre pronti a pensar male diranno, a questo punto, che non lo si voleva; e forse avranno anche ragione.

C'e' violenza gratuita anche altrove? Naturalmente. C'e' una vecchia barzelletta sulla citta' di Belfast: se uno ti ferma per strada e ti chiede di che religione sei, la risposta che puo' salvarti la vita e' "buddista". Questo e' quel che si fa tra Cristiani, parola che in molti contesti locali, uno per tutti il dialetto friulano, spesso significa anche "persone, gente civile". Quello che succede tra religioni diverse e' scritto nei libri di storia, alla voce "crociate" e -se qualcuno ancora non lo sapesse- non e' mai stata una bruttura soltanto cristiana: tra le vittime illustri, anche il pensiero e l'arte di un'infinita' di persone dell'antichita', conservato nella perduta biblioteca di Alessandria d'Egitto.

C'e' violenza gratuita anche altrove? Certamente: dato che nelle culture umane piu' progredite una delle prime cose a esser messe in discussione e' il modo di vivere la sessualita', il presente e' afflitto dagli stessi problemi dell'antichita' (che, nonostante le vesti strappate dei pii custodi della morale, non sono quasi mai i comportamenti di chi si sente o si dichiara diverso). Da una parte ci sono autentiche "carnevalate" di pessimo gusto conclamato, come il Gay Pride. Dall'altra, purtroppo, ci sono comportamenti che, partendo dalla "semplice" discriminazione, sfociano nella violenza vera e propria, di cui le cronache riportano puntualmente morti e feriti.

Questo e' quel che accade nel mondo reale. In quell'universo parallelo e complementare che la rete globale di comunicazioni sta sempre piu' diventando, il problema di separare diverse "tifoserie" e' stato affrontato piu' volte -e con successo- dai gestori di spazi comuni creando un posto per ogni cosa e per ogni idea. A volte perfino il crimine, nelle sue molteplici forme, ha creato un proprio spazio nella Rete; cosa che e' stata ripetutamente e indebitamente strumentalizzata allo scopo di nascondere l'obsolescenza di altri mezzi di comunicazione e l'ignoranza (o l'inadeguatezza mascherata da perbenismo) dei politici. Rimane, forse, ancora insufficiente la tutela degli spazi privati dell'individuo, che nel mondo reale e' un fatto scontato e che in Internet viene messa a dura prova, per esempio, da ogni forma di spam.

Da cittadini digitali, "abbiamo" un po' tutti protestato contro indebite interferenze; questa e' una delle forme piu' chiare e incontrovertibili. http://www.youtube.com/watch?v=QgMOSB5yg_4
Adesso che il potere forte stiamo (forse) diventando noi, va messa in maggior conto la responsabilita' di non ripetere o peggiorare proprio i comportamenti che detestiamo in chi non la pensa come noi. E' ora di pensarci seriamente e di dire una volta per tutte ABBASSO IL FANATISMO E LA PROPAGANDA. In una Italia dove ormai il discorso politico si e' concentrato, senza distinzioni di sorta, sulla distruzione dell'avversario piuttosto che su proposte concrete e di progresso, ce n'e' un bisogno sempre piu' grande.

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