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Posted by rdo on Sab 09 Apr, 2011 13:52 CET
Questo intervento prende il proprio titolo da una canzone interpretata dalla dama Shirley Bassey, ottimamente riarrangiata dai Propellerheads.

All'inizio sembrava una operazione ridicola, quasi patetica, la promessa di un'azienda chiamata Commodore USA di resuscitare l'epoca degli otto bit, dei pionieri dell'informatica personale, dei primi arrivati in un cyberspazio deserto e ricco di opportunita' come il Far West. No.
Questo mese ha aperto il negozio online di http://www.commodoreusa.net, con due modelli gia' disponibili e uno, quello stilisticamente piu' interessante, annunciato per i prossimi mesi. Sono tutti basati sull'architettura dei PC semplicemente perche' oggi, un po' per tutti, perfino per Apple, e' difficile rimanere slegati da una piattaforma mantenuta piu' per tradizione e convenienza che per la mancanza di alternative tecnicamente superiori. Dove ci sono state, infatti, queste sono rimaste schiacciate dalle leggi di mercato; tra esse la stessa Commodore, altrimenti in grado di far evolvere i propri Amiga, molto competitivi quando c'erano.
Che senso ha offrire, oggi, qualcosa che e' un Commodore di nome (o, al piu', nell'aspetto come ci si propone di fare) e un PC di fatto, per di piu' basato sulla tecnologia dei portatili, quindi con prestazioni piu' limitate?
Probablimente, la risposta sta soprattutto nella cross-franchise con Disney: si e' prodotta una pubblicita' che contiene spezzoni del seguito di "Tron" del 1980, ovvero di "Tron legacy". I due prodotti, in effetti, hanno esattamente lo stesso pubblico. Pur rivolgendosi ad una platea di giovanissimi, per far conoscere loro un passato interessante ed arricchirlo, il pubblico vero e proprio e' composto principalmente da ex ragazzini nerd, oggi attorno ai quaranta; ovvero a persone che sono disposte a spendere per arricchire un campionario forse gia' ricco di souvenir; o semplicemente per aggiudicarsene uno soltanto ma "importante".
A chi non lo fa, probabilmente rimane solo un rimpianto in piu'. Dopotutto, ogni cosa costa: anche il buonsenso.

Nel frattempo, a corto di idee, Hollywood si rimette a scartabellare tra i fumetti e produce un film su un supereroe "minore", Thor. Si', proprio lui: quello col martellone, mutuato dalla mitologia nordica.

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