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Controinformazione
Posted by rdo on Dom 17 Jul, 2011 20:18 CET
"Gay girl in Damascus" e' il titolo di un blog, proprio come questo. Si tratta, anche, di un eclatante caso di notizia falsa: nel Giugno 2011 e' esploso il caso, a seguito della notizia di un possibile rapimento di una ragazza siriana, dopo che questa avrebbe scritto in un blog, sulla rete Internet, a proposito della propria condizione. Il caso si e' sgonfiato dopo che si e' scoperto che la ragazza non esisteva, che la foto era di una giovane che ha prestato il proprio viso all'esperimento online, che i contenuti erano inseriti da due attivisti occidentali, marito e moglie.
Una informazione diversa da quella "convenzionale", "di regime" e' il sogno di molti. Il controllo delle fonti, prima di propagare la notizia, e' cio' che distingue o dovrebbe distinguere il giornalista dilettante dal professionista. In Italia conosciamo molto bene il peso di questo condizionale da quando, sotto il nome di Luther Blissett, si consumo' una beffa ai danni di giornali e televisioni. Tutti parlavano delle sette sataniche, era il fenomeno del momento, faceva notizia, era diventato "di moda" parlarne. Una redazione si ritrovo' per le mani una videocassetta dai contenuti raccapriccianti e diede notizia dell'attivita' dell'ennesimo gruppo di invasati. La notizia arrivo' a "contagiare" testate cartacee e televisive, fino al momento in cui fu rilasciato il nastro nella sua forma integrale, che si concludeva con una specie di tarantella, svelando il falso.
E' lo stesso per la "Gay girl in Damascus"? Ni'. Per ammissione degli autori del blog, le storie di discriminazione, repressione e violenza raccontate sono tutte vere, per quanto non accadute ad una stessa persona.

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