post del blog

Ritorna al blog

"Normale" a chi?
Posted by rdo on Dom 05 Sep, 2010 14:46 CET
Ho appena finito di vedere un film divertentissimo: uno scanzonato documentario chiamato Trekkies 2, condotto dalla sempre affascinante Denise Crosby (tenente Tasha Yar e comandante Sela nella serie The Next Generation). Non avevo mai visto il primo "Trekkies", ma lo cerchero', anche se se ne parla piuttosto male. Questo secondo capitolo e' uno spaccato di quell'universo sottoculturale (il termine anglosassone e' fandom) popolato da gente che... ehm, beh, la pensa proprio come me. biggrin

Difficile dire quale importante apporto abbia dato lo scomparso Gene Roddenberry alla cultura contemporanea, ovvero quale potente endovena di ottimismo e collaborazione Star Trek abbia iniettato in una societa' occidentale stanca e demoralizzata, letteralmente devastata dagli aspetti peggiori della politica e dell'economia. E' piu' facile, probabilmente, citare da questo documentario un esempio, applicabile anche all'Italia, di che cosa e' normale e cosa no, e trarre le dovute conclusioni.
Dice un "fan" della saga: nei nostri raduni non ci sono persone violente ne' ubriachi, arriviamo e andiamo via tranquillamente. In compenso, alle partite di calcio ci sono sempre polizia e paramedici: questo viene considerato "normale".
La conclusione e' implicita e importante: se questa e' la normalita' allora e' davvero molto meglio essere i deviati.

Cambio di contesto e di citazioni: nel numero di Agosto dell'edizione italiana di "Wired", l'unica testata italiana di scienza e tecnologia in grado di esprimere e condividere gli ideali delle attuali avanguardie, e' apparso un doppio articolo (una meta' "pro" e una "contro") sulle implicazioni antropologiche e sociologiche della rete Internet. Nella parte "pro" appaiono due osservazioni di importanza capitale per capire quali profondi e positivi mutamenti stia attraversando la societa' occidentale.

La nascita del software libero e la piu' generale diffusione di programmi gratuiti e/o a sorgente aperto sono alcuni dei fenomeni tipici di questo tempo. Tali fenomeni costituiscono, nei fatti, una vera e propria opposizione, proveniente dal basso, cioe' dalla societa' civile, ad un certo modo di concepire l'economia -e l'industria corporativa in particolare- come espansione indiscriminata. Tale concezione e', infatti, una deviazione dagli scopi iniziali del capitalismo, che erano volti a creare benessere diffuso e reciproco vantaggio tra piu' soggetti. Gli effetti di un capitalismo privo di regole e freni li viviamo da una ventina d'anni, soprattutto nella progressiva e sempre piu' mostruosa separazione tra i pochi, che hanno e/o si possono permettere qualsiasi cosa, e i molti, che hanno giusto il necessario, o meno.
Un giorno, motivato da principi profondi, un uomo ha costruito il concetto di software libero, utilizzando il meccanismo gia' esistente e ormai irrinunciabile del copyright, ed ha fatto la sua parte per cambiare il mondo.

Come e' successo? Perche' sempre piu' persone si sono unite a questo movimento? Da una parte, i meccanismi piu' perversi dell'industria moderna ci hanno messo del loro, se e' vero che qualche anno fa qualcuno stava tentando di trasformare la parola "Yoga" in un marchio registrato a livello mondiale e la sua antica disciplina, fisica e spirituale, in un corpus di regole da mettere sotto brevetto, in modo che altri soggetti la possano ottenere/praticare a pagamento. Questo e' solo un esempio tra i tanti e se la cosa vi fa perlomeno storcere il naso significa soltanto che vi e' rimasto del buon senso.

E' importante ricordare che tante persone si sono aggregate al movimento del Free Software o a quello, collaterale, dell'Open Source, per ragioni le piu' diverse ma sempre orientate a qualcosa che sia diverso dal denaro. Per me e' vantaggioso poter prendere un qualsiasi computer e riempirlo di programmi utili senza dover pagare una multinazionale per averli: non e' pirateria se i programmi vengono da un soggetto che li ha esplicitamente messi a disposizione senza chiedere nulla. Sono, quindi, molto contento perche' oggi un'azione del genere si puo' compiere legalmente, quando una volta invece sarebbe stata sempre reato: significa una maggior liberta' per l'individuo.
Per chi ha una coscienza politica molto esigente, e' importante soprattutto che le aziende non abbiano le mani proprio dappertutto, cosa che personalmente condivido.
E' importante, per chi tiene molto alla cultura, che il progresso tecnologico non sia deciso unicamente dalle imprese: lo e', in particolare, per il mondo accademico, che deve poter conservare inalterati il proprio ruolo e la propria autorita' nella ricerca pura e applicata. Guarda caso, proprio il mondo accademico ha presso di se' le persone che, storicamente, per prime si sono accorte dell'immenso valore del software libero e di quello open.
E' importante, punto. E' "giusto" e basta.

Tornando al "doppio" di Wired, la discriminante e' l'etica. Le persone fanno qualcosa perche' cio' e' vantaggioso e/o perche' e' giusto. Sono cambiati tempi e modi, ma si sta assistendo a un ritorno dell'etica, della cooperazione, della tolleranza: in breve, di un progresso cosi' sfolgorante da sembrare estraneo a questo mondo.
C'entra "Star Trek" con tutto questo? Si': ne e' una delle prime manifestazioni. Dovendo costruire un intero universo, le culture delle varie specie, proprio come tanti altri aspetti della saga, sono state delineate e caratterizzate con una meticolosa precisione, paragonabile forse a quella del "Signore degli Anelli" di Tolkien. Ebbene, la cultura dei logici Vulcaniani, piu' antichi di noi e piu' progrediti, e' contraddistinta da un simbolo, associato a un motto: "infinite differenze in infinite combinazioni creano significato e bellezza".
Si sono venuti a creare modelli di comportamento positivi e la rete globale del consumismo li ha diffusi dentro di se', venduti a chiunque nel mondo. Tali modelli, pero', hanno fatto molto piu' che farci solo comprare: hanno conquistato le menti e i cuori di molti di noi perche' erano GIUSTI e molto piu' costruttivi di qull'eroismo gratuito e fine a se' stesso di cui molte correnti politiche del XX Secolo ancora oggi si nutrono.
Che siate spinti dalla religione o da una morale laica o atea, da una ideale ricompensa nell'aldila' o da una vita da vivere soprattutto qui e ora, non c'e' mai stato un tempo migliore di questo per tenderci le mani a vicenda e realizzare -perche' insieme possiamo davvero farlo- un mondo infinitamente migliore di quello che ci e' stato consegnato. Sperando, con tutto il cuore, in un futuro in cui quelli "normali" saremo noi.

In USA, qualche anno fa, qualcuno ha realizzato nuovi episodi per la serie classica di Star Trek, una miniserie di ottima qualita' chiamata "The New Voyages". Sono stati prodotti, oltretutto con la cooperazione di alcuni attori professionisti che avevano gia' fatto parte di Star Trek, con la proibizione di commercializzarli: per questo si sono diffusi piu' o meno da soli, tramite Internet. Qualcuno ha tradotto i dialoghi, aggiunto i sottotitoli nella nostra lingua e rimesso in Internet le versioni per l'Italia. Sono file che si guardano su computer. Potrei produrre qualche DVD video con queste storie, per guardarmele in comodita' quando mi pare e farne delle copie per degli amici. Chi me lo fa fare? Semplicemente, mi sembra giusto. Qualcuno ha fatto veramente molto e ne sto godendo i frutti. Se, per quanto poco, posso contribuire, e' sempre qualcosa. Del resto, chi l'ha fatto fare a tutti quelli prima di me?

Permalink: tiki-view_blog_post.php?blogId=4&postId=2617