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V per Vendetta
Posted by rdo on Ven 29 Feb, 2008 18:50 CET
Una costante delle opere degli anni Duemila sembra quella di essere dense. Dense di citazioni, di concetti, di emozioni, di tutto cio' che si puo' concepire e mettere in un'opera d'arte. Puo' sembrare incredibile che proprio un settore "commerciale" per eccellenza come quello dell'intrattenimento possa produrre qualcosa di "sublime", ma a volte puo' capitare. I tre film di Matrix e le opere correlate (Animatrix per dirne una) ne sono un esempio calzante. Altrettanto si puo' dire per un capolavoro dell'animazione giapponese come il piu' volte citato qui Neon Genesis Evangelion.
Lo stesso si puo' dire per il film "V per vendetta", nato come la saga di Matrix dalla mente dei visionari fratelli Wachowski. Non dimenticare il cinque novembre: cosi' si apre uno scenario futurista, in molti sensi della parola compreso quello "classico". Un personaggio mascherato si muove per una Londra irriconoscibile, futura e falsa e allo stesso tempo incredibilmente vera, palpabile, permeata di una quotidianita' sinistra. Gli adulti lo apprezzeranno, gli adolescenti se lo godranno come un fumettone, i benpensanti ne rimarranno impressionati e scioccati: tutti ci troveranno qualche cosa di forte, di intenso, di importante, nel bene e nel male. Hugo Weaving non si vedra' mai, ma l'attore che ha dato il volto all'Agente Smith di Matrix e' li', per tutto il film.

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