Capitolo 5
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-E lei come l'ha presa? - chiese mio padre. Aveva spento la pipa giusto qualche minuto prima.
-Non tanto bene, c'e' ancora maretta. Non c'e' stata la classica litigata, direi che mi e' andata fin troppo bene.
-Pero'? - a volte sembra leggermi nel pensiero. Devo credere che un giorno faro' lo stesso.
-Pero' non e' come prima. Sul lavoro mi evita, poi quando mi rivolge la parola non e' mai per parlare di noi.
-Potrebbe non essere mai piu' come prima: si e' accorta di un lato del tuo carattere che non conosceva e questo potrebbe cambiare parecchio le cose. Non necessariamente in peggio, o se si' non necessariamente in modo inaccettabile: tutto e' ancora possibile.
-Sei stato un somaro! - disse mia madre, portando in tavola una teglia di lasagne. E' una persona meravigliosa e una madre affezionata, nel senso piu' "canino" della parola, ma quando ci si mette ha il tatto di un elefante.
-Emma, sei sempre la solita guastafeste: mai pensare per il meglio, vero? - sbotto' mio padre.

Effettivamente il lato peggiore della mamma e' un'ansia costante che a volte le avvelena letteralmente la vita. Mi sorprendo a pensare che se avvelenasse soltanto la sua sarebbe accettabile, mentre a volte rode anche quella degli altri, come contorno.

-No, no: e' proprio un somaro. Quella Adriana e' una ragazza d'oro, da sposare subito.
-Il problema e' come riavvicinarvi -riprese papa'-, finora avete passato molto tempo insieme ed e' naturale che trovaste piacevole cio' che vi accomuna, e' stato lo stesso per la mamma e me. E se trovaste piacevole anche cio' che vi rende diversi?

Le parole mi escono di bocca con imprudente naturalezza:

-Non ci avevo pensato.
-Dovresti: non vedi con quale impegno tua madre si allena a fare la suocera? Non penserai che la sopporti io soltanto, vero?- sorrideva. I battibecchi dei miei genitori erano quasi un rito di famiglia, infatti arrivo' fulminante anche la risposta.
-Le vuoi nel piatto o te le tiro direttamente in faccia? Questa spatola mi sembra robusta a sufficienza. -anche lei sorrideva.
-Nel piatto vanno benissimo, grazie: sto solo cercando di rincuorare nostro figlio. I tempi cambiano.
-Eccome se cambiano: adesso vive da solo, il signorino. Capita qui solo una volta al mese. Dimmi un po', sei riuscito a prepararti qualcosa di decente ultimamente?

Non l'ho mai vista giurare, ma penso che se le capitasse non degnerebbe d'uno sguardo la Bibbia e andrebbe subito in cerca, invece, dell'Artusi. Papa' le aveva chiesto la mano nel ristorante dove lavorava come cuoca e dove aveva continuato a lavorare anche per qualche anno dopo sposati. Stavolta, pero', sono io a chiedere: e' un'ottimo modo per evitare di parlare dell'ultimo esperimento culinario, finito strisciando mogio mogio in gastronomia a prendere qualcosa di precotto.

-Dici, allora, che c'e' posto ancora per qualcosa, insieme ad Adriana?
-Secondo me non aspetta altro. Del resto vi siete scelti e piaciuti: questo significa che "insieme" puo' davvero significare tutta la vita. Quel che probabilmente le spiace di piu' e' che non le hai detto nulla.
-Avevo paura che capitasse esattamente quel che e' successo.
-Questo lo capisco, la tua Lei invece no. E adesso vogliamo vedere il telegiornale?

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