Capitolo 4
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ECCOLA! Stavolta riesco ad allungare il passo abbastanza per ritrovarmi vicino al bar quasi senza accorgermene. Deve sembrare tutto casuale, ho il tempo di dare una seconda occhiata alla macchina. Un velo di polvere tradisce la presenza in uno degli acquazzoni dei giorni scorsi. Sul sedile del passeggero, una enorme radio Grundig Satellit. La macchina e' russa, la radio tedesca, la donna forse anche. Gia', ma di quale Germania, magari di quella tanto "democratica"? Mi vergogno come un ladro per aver spiato dentro la macchina: non so cosa mi prende, non so perche' devo sapere. Guardo verso la porta, non sono tanto convinto di voler entrare. Cosa devo credere, che sia una spia nemica? Ho visto troppi film di cappa e spada, sicuramente. Eppure una radio di quel genere serve proprio a captare le emittenti estere. Gia', e se lavorassi all'estero non vorrei fare la stessa cosa, magari ascoltarmi una partita la domenica? Continuo a fissare la porta: insomma, ho quel che volevo, quella donna esattamente dove so come muovermi. Entro e ordino una spuma. La vedo intenta a consultare un lenzuolo di carta, con la matita scende una colonna in un libro che pare un manuale di tavole matematiche. Mi avvicino col bicchiere in mano, mentre la mia coscienza strilla forte che sto facendo la figura del classico pappagallo italiano; cosa che non sono mai stato.

-Buongiorno.
-Desidera? - parla senza accento: la voce da contralto risuona morbida come quella di una centralinista
-Posso offrirle qualcosa?
-Grazie, no. - pero' sorride, in qualche modo devo piacerle.
-Impegnata in un lavoro?
-Si', qualcosa del genere. - sembra ripensarci - Perche' no? Ho bisogno di fermarmi un momento.
-Posso chiedere di che cosa si occupa? Posso aiutarla?
-Certo che puo'. Ma non credo possa essere di qualche aiuto, a meno che non si occupi di... - ha lasciato la frase a vuoto. Forse sta cercando la parola giusta. Forse si sta pentendo di aver detto qualcosa. Sono in vantaggio e chiedo:
-Dica pure.
-...di aerodinamica. Cosa ne sa?
-Quello che sanno in tanti: che e' vitale per gli aeroplani, che e' molto gradita per le automobili, le solite cose.
-Appunto, quello che sanno in tanti. No, non credo possa essere di qualche aiuto. - si alza dal tavolo, si avvicina al bancone del bar, sotto lo sguardo sereno e impassibile del nostro ospite.
-Cosa prende?
-Un bitter, grazie. Lei lavora da queste parti?
-Come lo sa?
-Non lo sapevo, ma l'orario e' quello giusto.
-Lei lavora in citta'?
-Come lo sa?
-Ho visto spesso la sua macchina andare da quella parte.
-Si', e' vero, ma non e' la mia macchina. E non e' nemmeno un lavoro.
-Davvero?
-Si', e' una specie di consulenza; la macchina e' arrivata con l'incarico.
-Mi piacerebbe parlarne.
-Non posso. Sono segreti industriali, lei capira' senz'altro.
-Capisco, a volte i dirigenti sono un po' paranoici.
-A volte invece c'e' ragione, lavorando in Italia mi sono stupita per la poca importanza che si da' a certe cose. La concorrenza esiste, basta questa semplice... considerazione.
-Questo e' vero. A proposito, mi chiamo Giuliano Nardi.
-Ingrid Becker - e' tedesca, la pronuncia della finale del cognome dice piu' del nome stesso. - Ora pero' devo andare.
-Torna alle sue cifre?
-No. Ho tardato oltre il previsto.
-Posso accompagnarla?
-La ringrazio.
Raccatta il mare di carte, il quaderno, il libro, quasi tutto pieno di cifre che mi sembrano senza senso. Usciamo, lei sale. Nota che sto guardando la radio.
-Bella, vero? - sorride come si farebbe parlando ad un bambino. Non so proprio cosa pensare di lei. - Non costa poi tanto, se si sa risparmiare.

Ci salutiamo, una sgommata e riparte, ancora una volta. Alle mie spalle, una voce che conosco benissimo e che speravo proprio di non sentire adesso.

-Chi e' quella donna?

capitolo 3 capitolo 5

Created by rdo. Last Modification: Sunday 20 Gennaio, 2008 13:42:04 CET by rdo.

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