Capitolo 3
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Il piano di automazione procede senza intoppi e con esso crescono l'affetto verso Adriana, ragazza dolce e premurosa al tempo stesso, e la stima per l'Ingegnere, che da qualche tempo viaggia in una comodissima GS con l'aria condizionata.
Adriana e' difficile da descrivere. Mi ricorda, per certi versi, Audrey Hepburn, ma e' piu' alta. Porta capelli mori a caschetto, a volte sembra pallida ma e' solo il suo colorito naturale. Veste in modo molto ordinario o molto stravagante, secondo l'umore: Tina e Angela, arrivate prima di lei nell'ufficio amministrazione, fanno scommesse, a volte, sulla sua prossima mise; ma da noi si tende a scommettere troppo spesso e questo non mi piace. Ho portato Adriana al cinema un paio di volte, abbiamo scoperto di amare entrambi le storie di avventura e di fantascienza. L'ultima volta abbiamo visto "Annientate Shado, uccidete Straker" e ci siamo divertiti come due bambini. Da allora, quando e' in vena di scherzare, lei mi chiama "colonnello Foster" e mi fa il saluto militare; io ribatto chiamandola "tenente Ellis".
Di quando in quando, anche le apparizioni della misteriosa bionda si susseguono. Proprio oggi ho notato, di lontano, la macchina ferma davanti al bar, ma non ho potuto avvicinarmi abbastanza in fretta. L'ho vista quasi subito uscire e guardarsi intorno, la giacca e la gonna blu che parevano tagliate per la divisa di una hostess. L'ho vista salire e ripartire, velocemente, in direzione della citta'. Straniera, d'accordo, ma sara' davvero russa come la sua macchina? Devo saperlo, ma non ho idea del come. Non una parola con nessuno: oltretutto, Sabato pomeriggio voglio passare da un gioielliere per rendere ufficiale il fidanzamento con Adriana con un dono. Cos'e' che mi prende? Perche' ho bisogno di sapere tutto su quella la', se ho la ragazza piu' dolce del mondo gia' affezionata a me, e per giunta lavoriamo insieme? Forse e' proprio questo: Adriana e' ancora tanto una ragazza, mentre quella e' una donna, fatta e finita, che guida come un uomo e ha il coraggio di lavorare in un paese straniero. Senza nemmeno pensarci, allungo il passo ed entro. Trovo Gigi a uno dei tavoli. Abbiamo fatto l'ITIS insieme, andando in corriera avanti e indietro dalla citta': ci conosciamo come fratelli, anzi meglio, senza i litigi che i fratelli spesso conoscono. Lavora presso un'azienda metalmeccanica qui in zona, ma a volte allunga il tragitto perche' il bar piu' vicino e' questo. Si sta succhiando lo stecco di un pinguino, facendo smorfie davanti alla "Gazzetta Sportiva" della domenica prima. Il barista, sempre cordiale ma distaccato, ci conosce tutti e due da quando abbiamo cominciato a lavorare; stranamente, e' lui ad aprire bocca per primo, e a far vuotare il sacco a Gigi.

-Roba difficile, quella li'.
-Ho solo cercato di essere gentile.

Devo sapere.

-Gigi, cos'e' quel muso lungo?
-Eh, ho tentato di attaccare bottone con una bellezza esotica.
-Esotica? Mica una bionda, dall'aspetto fredda come un ghiacciolo?
-Ah, l'hai vista uscire. La conosci?
-Mi piacerebbe.
-Benvenuto nella tribu', piacerebbe anche a me. Si stava alzando per andarsene, le ho offerto un altro giro, ha detto no grazie, ha mormorato qualcosa in tedesco ed e' andata via.
-In tedesco? - il pensiero mi sfugge di bocca senza nemmeno pensarci.
-Almeno credo: io so solo il francese, con le lingue sono sempre stato negato. Stava consultando un mare di carte. Dev'essere una scienziata, o una professoressa di matematica. Aveva uno stampato davanti, pieno di numeri, una roba infinita battuta fittissima a macchina, larga due o tre spanne, e la stava confrontando con un libro che aveva con se'. Prendeva appunti, ma non ho fatto a tempo a vedere di che genere: pensavo di chiederglielo una volta catturata la sua attenzione, ma doveva avere una gran fretta perche' si stava gia' alzando quando mi sono avvicinato.
-Interessante.
-Perche' ti interessa? Adriana non approverebbe.
-Nemmeno Cinzia, quindi se mi fai il favore di tenere la bocca chiusa siamo pari. - anche Gigi era gia' seriamente impegnato, anzi si parlava di matrimonio entro l'anno.
-Che ne dici di un brindisi all'amicizia?
-Andata. Una Tassoni!
-Sempre integerrimo eh?
-Quando guido non bevo, lo sai bene; non e' come quando facevamo i pomeriggi insieme, che dicevamo "tira fuori quel rosso" e il rosso saltava fuori.
Beviamo qualcosa alla rispettiva faccia, esco, salgo in macchina, accendo la radio. Un altro aumento della benzina. Ma che cosa credono, al Governo? La macchina serve per lavorare, un po' a tutti. Meno male che non fumo, sono aumentate anche le sigarette.

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