Un ricordo affettuoso di tutti i gatti che hanno popolato casa Magnifico dal 1984 a oggi
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DIETRO IL VETRO

Ti ho guardata a lungo, anche se non mi hai notato, dietro quel vetro. Ti ho vista muoverti lentamente nella stanza dove a volte entravo anch'io. Tempi felici, quelli, in cui ricevevo dalle tue mani qualche gustoso boccone, in cambio di una paziente attesa. Tempi piu' semplici, in cui la tua voce risuonava forte dovunque tu fossi. Allora incontravo spesso anche il tuo Lui, l'uomo che ha dato una forma a questo posto. Quando non ero con Te, ero con Lui, guardando da vicino per giorni interi come con quelle vostre mani riuscite a fare delle magie, creare cose che prima non c'erano, prendere, spostare, cambiare. Ci passavo le giornate, ricavando spesso qualche coccola; ma soprattutto da Lui ho imparato a fare con due zampe quel che voi fate con una sola: afferrare una cosa e spostarla. Mi e' stato utilissimo.
Spesso Lui spariva per giorni interi; e allora andavo dall'Altro, piu' piccolo e in qualche modo cosi' simile a me. Imprevedibile, certo, ma un grande amico, Quando ho perso la mamma ero infelice, e allora l'Altro mi ha preso con se, facendomi dormire sulle sue ginocchia, facendomi capire che non ero solo. Mi ha insegnato a cacciare, facendomi rincorrere delle prede finte, prima in terra, poi saltando al volo: eravamo felici quando eravamo insieme. Anche l'Altro era spesso bisognoso di coccole. Di farle, piu' che di riceverle; ma sembrava che ci provasse lo stesso gusto e a volte, anche se non ne avevo voglia, mi lasciavo toccare solo per farlo contento. Bei tempi, quelli.
Allora non potevo saperlo, ma non sarebbe stato sempre cosi'.
Ad un certo punto anche l'Altro, cresciuto quasi quanto Te e Lui, ha cominciato a sparire per giorni interi. Scoprii abbastanza in fretta che se ne andava al mattino, a volte prima che facesse chiaro, Allora lo seguivo lungo la strada, fino a dove e' troppo pericoloso andare, poi mi fermavo. Mi diceva miao, come faccio io, e allora gli rispondevo. Tornava quando cominciava a fare buio: sapevo che potevo aspettarlo li' dove ci eravamo lasciati, e anche allora ci dicevamo miao. Da qualche tempo con me c'e' anche Lui, ad aspettarlo, e ad ogni ritorno siamo felici, felici di essere insieme.
Adesso, pero', non sono piu' quello di una volta. Sono cresciuto, e la crescita mi ha cambiato piu' di quanto siate cambiati voi. Non ho piu' la forza di saltare in alto per acchiappare gli uccelli. Non ho piu' la velocita' per raggiungere i topi. Mi gira la testa a salire sugli alberi dove sono sempre andato. Certi giorni mi fa male la schiena quando mi muovo, fino alla coda. Ho sempre mangiato, perche' il vostro cibo non manca mai, ma allora perche' da qualche tempo mi sembra sempre piu' duro da masticare?
Spesso ho sentito il bisogno di allontanarmi, un giorno o due: cacciare libero, dove non ci sono case, dormire cercandomi un rifugio sotto gli alberi, insomma stare per un po' da solo. Ogni tanto ancora lo faccio. So che devo farlo, anche se e' pericoloso, anche se spesso ho rischiato di essere io la preda, anche se certe volte sono tornato ferito, sanguinante, dopo un'aggressione da parte di quelli piu' grossi, piu' giovani, piu' forti di me. E c'eri Tu a prenderti cura di me, ogni volta che stavo male.
Ti ho guardata a lungo, dietro quel vetro, perche' devo andarmene di nuovo. Non so come faro' a mangiare, non so dove potro' dormire, non so come faro' a difendermi, ma devo farlo ancora una volta: non posso vivere diversamente. Ti ho guardata per non dimenticarti, perche' di tutti i ricordi che voglio portare con me in questo viaggio e' il tuo quello a cui ancora tengo di piu', quello che non desidero perdere, perche' lo so che mi hai sempre voluto bene, dovunque fossi, qualunque cosa facessi. Ma ora devo andare. Devo andare. Lontano.

Created by rdo. Last Modification: Saturday 14 Ottobre, 2006 15:21:09 CET by rdo.

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