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Ex hoc sequitur e' stato la prima storia con un inizio e una fine. Esiste almeno un precedente esperimento, ma non sapevo come farlo continuare e rimase fermo poco dopo l'inizio: se mi verra' qualcosa in mente magari lo riprendero' in mano. Questo racconto viene pubblicato qui, successivamente ai primi quattro capitoli di Splendida ossessione, grazie ad un caso che mi ha costretto a rovistare in mezzo a certo vecchio materiale che avevo da parte dai tempi dell'Universita'. Mi piacciono sia le storie di fantapolitica sia quelle di fantascienza, cosi' nel 1999 mi era venuto in mente di provare a scrivere qualcosa mischiando i due generi. La stesura e la revisione presero un'eternita' perche' ero incastrato per benino tra qualche esame particolarmente impegnativo e la tesi, tuttavia non volevo rinunciare a un minimo sindacale di divertimento e scrivere funzionava ottimamente come sfogo, assieme ad altre piccolezze che si trovano tuttora su questo sito come il carillon di Lezioni di Piano in formato modulo. La guerra, specialmente se civile, e' un tema interessante perche' complicato, ma l'idea di ammazzare della gente non mi piaceva proprio; quindi mi e' venuto in mente che sarebbe stato curioso vedere comportamenti umani in esseri non umani. Come Pensieri proibiti, scritto parecchi anni piu' tardi, nacque come possibile soggetto per una storia molto piu' lunga, cioe' in pratica come un episodio pilota. La qualita' e' fin troppo alta rispetto alle cavolate che facevo per conto mio a quel tempo, quindi direi che si puo' considerare l'opera prima, ma solo in quanto frutto di qualcosa a meta' tra l'ispirazione e il colpo di fortuna. Passarono, infatti, parecchi anni prima di rimettermi a scrivere qualcosa che valesse la pena di essere letto.
Aggiornamento del 4/10/2008: esaminando una vecchia registrazione ho scoperto un episodio di "Outer Limits" che avevo certamente visto quando scrissi questo racconto. Il titolo e' "Resurrection" e mostra uno scenario nel quale l'umanita' e' estinta. E' sviluppato in modo piuttosto diverso, in quanto in questo racconto la divisione tra i vari tipi di macchine in funzione non e' la stessa (non ci sono militari, non in quel senso almeno) e -soprattutto- le macchine occupano a tutti gli effetti il pianeta, tentando di gestire una propria societa'. E' passato troppo tempo per dire se si tratto' di ispirazione; certo, non c'era l'intenzione di un plagio.

Occhi nella citta' e' un esperimento ricorsivo. Non avevo ancora visto il film Il Tredicesimo Piano e infatti l'idea e' sviluppata in modo diverso, sebbene il seme della struttura fosse gia' nel racconto "Gli Dei" di Alberto Sacco (letto su MCmicrocomputer #103). Questo fu scritto, letteralmente, tra una mano e l'altra di vernice alla mascherina del radiatore di una Opel Vectra. L'idea venne da un concorso al quale non partecipai causa clausole che avrebbero imposto al vincitore una serie di obblighi allora impraticabili. Il testo e' scritto pensando ad una realizzazione cinematografica a costi di produzione relativamente bassi: la location individuata era davanti e dentro il campus del Politecnico a Cremona, uno degli oggetti di scena avrebbe dovuto essere un IBM Thinkpad 710T allora funzionante.

Pensieri proibiti fu scritto sull'ispirazione del video musicale Liberi tutti dei Subsonica, visto mentre costretto a letto da un'influenza. L'idea di vedere gli studenti come prigionieri non e' nuova, lo avevano fatto anche i Pink Floyd; la fragranza estetica era comunque nuova e intensa. Di li' ad un racconto, il passo era brevissimo. La prima idea era che i ragazzi avrebbero dovuto costituire una specie di coscienza collettiva (eh si': i Borg, che poi sono l'apoteosi del l'unione fa la forza) e collaborare tra loro utilizzando una specie di codice costituito da riferimenti sottoculturali sconosciuti ai docenti. Rimaneva pero' il problema del mezzo tramissivo: bigliettini, bisbigli o altri segnali sarebbero stati regolarmente scoperti. Inoltre, trasmettere informazioni complesse in codice sarebbe risultato, alla lunga, molto inefficiente. Poi mi sono detto: beh, se Hollywood riesce a tirar fuori una intera serie da un soggetto come quello di Buffy l'ammazzavampiri, si puo' sapere che scrupoli dovrei farmi io? Forte della visione di qualche episodio di X-Files (ma soprattutto appassionato, all'epoca, di una serie inglese oggi sconosciuta e intitolata Department S) mi sono buttato a capofitto nella parapsicologia, senza tanta tecnologia in mezzo ai piedi e con una visione concreta al limite del superficiale, tipica degli anni Settanta. Durante la stesura del racconto, non trattandosi del mio mestiere ma di un semplice esperimento, ho attraversato il classico momento di crisi, che i professionisti forse conoscono. Ero in un bel guaio: avevo creato dei discreti personaggi, ma proprio non riuscivo a pilotarli lungo una trama decente perche', scrivendo di getto come a volte faccio, il percorso della trama non era definito. Pur di scrivere qualcosa, mi sono messo ad abbozzare il dialogo tra Lisa S. e il professor G. lasciandoli andare a ruota libera, per vedere quel che sarebbe successo, ed e' finita che dal guaio mi hanno, per cosi' dire, tirato fuori loro. Ancora oggi mi dico che non sarebbe potuto uscire niente di meglio, e' uno dei momenti piu' belli e genuini dell'intero racconto. Nel finale ho volutamente tentato una contaminazione alla rovescia, riportando tecniche cinematografiche in un contesto letterario e spostando il focus dalla protagonista a un osservatore esterno: l'effetto dovrebbe risultare gradevole. E' un espediente che probabilmente funziona bene quando, mentre si scrive, si riesce a immaginare la scena esattamente come andrebbe girata.

La Verita' rivelata e' un pezzo satirico sul mondo delle sette, in forma di dossier segreto della fantomatica organizzazione SIRDO. biggrin

Una persona all'antica e' un racconto creato assemblando materiale piu' o meno a caso, sogni compresi, nel tentativo di riprodurre almeno in parte lo stile a volte ombroso di Dino Buzzati. Non sono stato avaro di riferimenti, anche a persone che conosco: si tratta, infatti, di un omaggio non al solo Buzzati ma anche a molti di quelli che nel tempo mi hanno sopportato. Mi spiace solo non aver potuto, per esigenze di dimensioni e di trama, far entrare tutti.

South Plan e' un altro pezzo satirico, un dossier segreto del SIRDO sul risanamento (definitivo, stavolta) del Sud Italia.

Dietro il vetro e' un ricordo affettuoso di tutti i gatti che hanno popolato casa Magnifico dal 1984 a oggi.

Compagni d'ala e' dedicato a tutti i giovani piloti.

Splendida ossessione e' nato da un'idea e si sta sviluppando in modo casuale: aggiungo quel che capita.

USS Cleveland e' una fan fiction basata sull'universo di Star Trek. A parte l'ambientazione, cio' che la distingue da precedenti esperimenti e' che per la prima volta sto seguendo un abbozzo di piano, cioe' i personaggi e l'ambientazione sono stati definiti con largo anticipo mettendoli nero su bianco in apposite schede.

Avatar e' un'intuizione fantascientifica... alla rovescia. Tanto umana quanto credibile, e' forse una delle migliori idee che mi sono venute finora. L'omonimia con il film di Cameron e' casuale, nemmeno sapevo che avesse in cantiere un altro lavoro (di tale portata, poi).

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